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In chiusura di recensione, voglio citare un passo che mi ha particolarmente colpito. Si tratta dell’episodio di Caino & Abele, due fratelli che hanno un rapporto conflittuale (chiaro riferimento a Romolo e Remo), la cui storia si innesta in una saga familiare in cui tutti fanno dei casini che poi sono cazzi amarissimi (chiaro riferimento a mio cugino Franco).
E Caino parlò con suo fratello Abele; quando furono nei campi, Caino si levò contro suo fratello Abele e lo uccise. Allora l’Eterno disse a Caino: «Dov’è tuo fratello Abele?». Egli rispose: «Non lo so; sono io forse il custode di mio fratello?»
Cioè, immaginatevi la scena: arriva Dio, tutto imbestialito (e si sa com’è quando Dio si altera, come minimo piove addiritto per quaranta giorni), magari contornato da arcangeli volanti con la spada fiammeggiante in mano, che aspettano solo di ficcartela nelle budella, e tutto minaccioso ti dice: «Oh, coso, ma che gli hai fatto a Abele? Dov’è?» e te gli rispondi «Ma sonasega io dov’è quel cazzo di rincoglionito, ma mollami, diocristo».
Io la trovo una scena esaltante, oltre che un chiaro riferimento a quella volta che (si aveva quindicianni) a me e al mio amico Mirko in due sul Ciao ci fermarono i vigili per chiederci i documenti e Mirko gli rispose «ma fammeli vede’ te a me i documenti, ma chi sei, ma chi ti caa, ma vai in culo».
(poi Mirko l’arrestarono, e infatti anche Caino non è che abbia fatto questa gran carriera)
Recensione: la Bibbia (a.a. v.v.) : Un piccolo blues (della costa ovest)








